di Damiana Aguiari

Giocare con i robot è divertente, stimola la fantasia ed insegna ad affrontare piccoli problemi in autonomia. Ma è un gioco adatto anche per i bambini in età prescolare?

Sì, secondo quello che stanno dimostrando diverse esperienze in questi anni. L’importante è scegliere il compagno robotico giusto, adatto a bambini di 4-5 anni, che ancora non sanno leggere.

Ne abbiamo scelti alcuni da presentarvi, di vario genere, prezzi e modalità di utilizzo. Molti di questi strumenti sono pensati per introdurre ai bambini il pensiero computazionale, cioè la capacità di parlare con un robot, una macchina, attraverso istruzioni semplici. Si parla in questo caso, per semplicità, di educazione al coding, ma la robotica non è solo “imparare a programmare”, quanto piuttosto imparare un linguaggio nuovo, come impariamo il linguaggio grafico, motorio, emotivo, per trovare nuovi spazi di espressione. Con i robot infatti, come vedremo, si possono raccontare storie e mettere in moto la fantasia dei bambini, rendendoli protagonisti attivi della loro creazione. Esperienze che continueranno a fare anche una volta entrati nel ciclo delle primarie.

Bee Bot
Il primo robot che vi presento è stato forse il primo ad avere una presenza diffusa nelle scuole dell’infanzia. Bee Bot è una apina robotica, gialla e nera che si muove su una griglia, solitamente composta da 25 caselle. I suoi comandi si trovano sul dorso: avanti, indietro, svolta a sinistra e a destra. È in grado di memorizzarli in serie e di conseguenza muoversi sul percorso. Ne esiste anche una versione trasparente, la Blue Bot, che può essere comandata anche attraverso un tablet o smartphone, via Bluetooth. Con Bee Bot o Blue Bot è possibile comprare i percorsi già pronti, ma è molto più divertente crearli personalizzati con i bambini, portando la Bee Bot all’interno di storie che i bambini conoscono o che possono creare con la loro immaginazione. Per esempio, si può trasformare Bee Bot in una nave pirata oppure in un razzo che deve raggiungere un pianeta lontano evitando asteroidi e ostacoli spaziali.

Cubetto
Cubetto è un robot di legno e ha sicuramente i materiali di realizzazione come punto di forza. Il simpatico robottino viene programmato con una plancia apposita, che, tra le altre cose permette anche di introdurre il concetto di funzione, per le serie di comandi che si ripete. I comandi (avanti, destra e sinistra) sono dei pezzetti che è possibile manipolare e inserire ad incastro nella plancia, che alla pressione del tasto blu comunica al robot il percorso che dovrà seguire. Ha un tabellone di tessuto ma, come Bee Bot, si presta a muoversi attraverso storie e tabelloni autoprodotti, oppure a percorsi ad ostacoli costruiti con le costruzioni, magari di legno come lui. La sua forma molto semplice, da cubetto appunto, è adatta ad essere personalizzata con dei costumi a tema, oppure a supportare un pennarello per disegnare.

Super DOC
Super DOC è la versione casalinga dei robot per il coding. È decisamente più economico, ma efficace nella sua semplicità. Come nella Bee Bot i comandi si trovano sulla testa del robottino, senza plancia esterna né comandi Bluetooth. È accompagnato da carta da gioco dei comandi, per memorizzare meglio i passaggi e sistematizzarli. Ha una modalità di gioco dedicata alla raccolta di oggetti e una seconda più narrativa in cui Super DOC interpreta quattro personaggi, grazie ai vestiti in cartoncino: il drago, il mago, la fata e il cavaliere, ognuno con la propria personalità ed una missione da compiere. La prima modalità, con cui si può programmare liberamente, è quella più adatta a sperimentare con percorsi nuovi, creati insieme in famiglia, magari usando i vestiti di cartoncini ma in un nuovo paesaggio. Per approfondire leggi qui.

Matatalab
È un sistema composto da una automobilina robotica, la MatataBot e una torre di comando, simile ad un faro. La MatataBot è un’auto robotica che, oltre a muoversi nello spazio può anche disegnare e cantare. Nel pannello di controllo si dispongono i blocchi di codice da far leggere alla torre di comando in ordine: per avviare il programma è sufficiente premere il tasto “play” posto sul pannello. I tasti sono tangibili, come in Cubetto, e rendono il coding un’attività pratica, da toccare con mano. Per i bambini più grandi è anche programmabile con Scratch.
Per finire vi cito altri due robot, più adatti ai bambini della scuola primaria ma comunque interessanti per giochi in famiglia: Ozobot, il robot che segue il percorso tracciato da noi e che è programmabile con i pennarelli, e Sphero, il robot a forma di pallina, programmabile a blocchi ma anche disegnando sulla sua app il tracciato da seguire.
Se vi appassiona questo mondo ci sono molti altri robot con cui giocare: Dash and Dot o Codey Rocky per esempio. Basta scegliere quello che corrisponde meglio alla nostra idea di gioco in famiglia.