di Damiana Aguiari

Un vasetto di yogurt, una batteria AA, un motorino DC, 4 pennarelli, un elastico, una molletta, un rotolo di nastro adesivo, occhietti ballerini e tanta fantasia! Questo è il curioso elenco di ingredienti per realizzare una Scribbling Machine. Cos’è? In italiano Adriano Parracciani l’ha battezzato Scarabot e secondo me è un nome davvero azzeccato: il robot che fa scarabocchi, “una macchina autocostruita che muovendosi casualmente lascia delle tracce sul suo percorso”. È un piccolo robot che i bambini possono costruire con poche semplici mosse e personalizzare con la loro creatività. L’effetto “wow” appena il robot si accende è garantito.

Sono sempre stata affascinata dagli hacker e dal loro modo di affrontare la tecnologia. No, non parlo dei pirati informatici ma di coloro che sono mossi dalla voglia di smontare e rimontare oggetti e sistemi informatici, per capirne il funzionamento, alla ricerca di combinazioni nuove e inaspettate.
Da mamma trovo che questo approccio possa essere davvero stimolante, educativo e divertente per i bambini e cercando di seguire le orme di chi si è occupato del tema ho incontrato il termine “Tinkering”, che in inglese vuol dire “armeggiare, ritoccare, darsi da fare”.
Il Tinkering è un approccio innovativo per l’educazione alle STEM, le discipline scientifiche-tecnologiche, che incoraggia i bambini a sperimentare con la tecnologia e materiali di recupero, facilmente reperibili anche a casa. Insegna ai bambini la creatività in ambito tecnologico, il riutilizzo degli oggetti di scarto e quindi il rispetto per l’ambiente.

Le mie guide preferite in questo fantastico mondo si chiamano “Unicorni” e sono un trio di appassionati dell’apprendimento creativo. Anche se fuori stagione vi consiglio vivamente il loro “calendario dell’avvento”, una fonte ricca di spunti creativi, tra cui potete trovate anche lo Scarabot.
In inglese potete trovare tanti altri materiali: dal Tinkering Studio al Tinkering Lab di Rachelle Doorley o il libro The Art of Tinkering di Karen Wilkinson e Mike Petrich.

Tornando al robot degli scarabocchi, ecco come l’ho realizzato io:
Attorno ad un vasetto (vuoto!) di yogurt ho attaccato 4 pennarelli con del semplice nastro adesivo di carta. In cima ho fissato una pila AA e un mini motore DC (lo potete trovare facilmente online ad un prezzo economico). Come consigliano gli Unicorni il trucco ora è quello di bilanciare il motorino DC attaccando alla punta un contrappeso, per esempio un pezzo di stick di colla a caldo.
La mia bimba ha poco più di 3 anni e ama incollare e decorare quindi il suo contributo è stato soprattutto quello di personalizzare il robot attaccando pon pon colorati, pezzi di carta colorata e due occhietti ballerini. L’effetto finale è stato quello di un simpatico animaletto alieno, ma se cercate i tutorial di Scribbling Machine su Youtube troverete anche chi ha creato dei veri e propri personaggi delle fiabe, come cappuccetto e il lupo. Attenzione a non esagerare con il peso degli accessori, altrimenti il robot rischia di perdere pezzi appena acceso!
Una volta finita la fase creativa il robot è quasi pronto. L’ho appoggiato sopra un (grande!) foglio bianco, ho tolto i tappi dei pennarelli e, solo a questo punto, ho collegato il motorino alla batteria con due fili elettrici (li trovate spesso inclusi col motorino DC oppure collegati ad un porta batteria AA).
Ed ecco che il robot ha iniziato la sua opera artistica casuale con grande divertimento dei bambini presenti!
Una volta costruito il vostro primo robot potete provare a variare le diverse combinazioni: usare una lattina al posto del vasetto, creare uno Scarabot di Lego, cambiare la disposizione dei pennarelli, aggiungere mollette, elastici e dare libero sfogo alla creatività di tutta la famiglia. Ogni robot sarà unico ed originale così come lo saranno le sue opere artistiche robotiche.