di Roberta Franceschetti

Viviamo in un mondo in cui le informazioni misurabili che cediamo alla Rete giocano un ruolo crescente e in cui l’immagine domina sulla parola. Se ci guardiamo attorno, ci rendiamo conto di come la maggior parte dei messaggi che decodifichiamo sono non verbali, dal semaforo rosso al pollice alzato di Facebook, dai grafici sui contagi della pandemia alla nostra posizione su una mappa segnalata dal navigatore.

Come sottolinea il Manifesto di DataNinja

Avere le competenze per sapere interpretare una rappresentazione visuale dei dati (data visualization) fa parte dei diritti di ogni cittadina e cittadino. […]” e l’obiettivo è quello di diventare “data-informed, ‘informàti dai dati’, non data-driven, “guidati dai dati”, perché con la prima prendiamo le decisioni con consapevolezza, la seconda rischia di farci ritenere verità assolute delle informazioni solo perché hanno i numeri dentro.

Per questo è bene apprendere fin da bambini come si legge, per esempio, un’infografica, ma anche come possiamo raccontare il contenuto del nostro astuccio attraverso una serie di icone. Come? Attraverso il Data storytelling, che racconta la realtà a partire dai dati che produce, combinando testo, grafici, mappe, modelli 3D.

Ho raccolto di seguito alcuni esempi di libri e siti che propongono contenuti e attività per guidare i bambini nella raccolta dei dati, oltre che nella lettura e creazione della loro rappresentazione visiva.

Censimento dei Lego
Il sito Storytelling with Data suggerisce di impegnare i bambini in un censimento dei blocchi da costruzione (Lego o similari). Si parte dividendo i pezzi per forma e per colore e registrandone il numero in una tabella su un foglio di carta. Per svolgere questo compito è utile porre ai bambini domande come: qual è il più grande? Qual è il più piccolo? Quanti pezzi rossi starebbero in quello blu? Il verde più il rosso sarebbe minore o maggiore del blu? Quindi, si trasforma la tabella in un grafico a barre, con una barra per ogni colore.

La mappa della felicità
Nel 2017 National Geographic ha tradotto i risultati di un sondaggio sulla felicità degli americani in una mappa di emoji. In modo analogo, si possono invitare i bambini a creare la propria mappa della felicità settimanale, associando un emoticon che esprime il loro stato d’animo alle diverse attività che svolgono nei giorni della settimana.

Disegna la mappa di casa tua
Un altro esercizio divertente da fare con i bambini è la mappa della propria casa. Basta disegnarla a mano libera su un foglio A4, quindi indicare il nome delle diverse stanze e poi rispondere a una serie di domande: qual è la stanza in cui trascorro più tempo? Qual è la mia stanza preferita? Quale quella in cui gioco di più? A questo punto, i bambini dovranno rappresentare visivamente le loro risposte, associando un colore ad ogni domanda e disegnando sulla mappa cerchi di grandezza variabile in base alle risposte che hanno dato.

Leggere le infografiche
In libreria si possono trovare alcuni volumi divertenti per guidare i bambini a leggere le rappresentazioni visive dei dati. In Pianeta terra. Tavole infografiche per scoprire il nostro mondo, l’autrice Chiara Piroddi racconta in modo curioso e originale il nostro pianeta attraverso tavole infografiche capaci di tradurre i concetti in immagini e i dati numerici in forme, puntini e linee. Capitolo dopo capitolo, si scopre com’è fatta la terra e quali sono gli animali che la popolano. I ragazzi più grandi possono esplorare la storia della Seconda Guerra Mondiale nel libro Infografica della Seconda Guerra Mondiale, realizzato dallo storico Jean Lopez e illustrato dal data designer Nicolas Guillerat. Attraverso articolate rappresentazioni grafiche, il secondo conflitto mondiale viene ripensato in un approccio accessibile, originale e al tempo stesso di grande impatto visivo. In Osserva, raccogli, disegna! Un diario visivo. Scopri i pattern nella tua vita quotidiana Giorgia Lupi e Stefanie Posavec combinano esempi e istruzioni per spiegare come i dati possono essere una lente per scoprire noi stessi, oltre che la realtà che ci circonda: dai vestiti nel nostro guardaroba alle tante volte che ci lamentiamo senza motivo, o che sorridiamo a persone che non conosciamo, ogni dato che ci riguarda può essere analizzato e farci capire qualcosa di noi.