a cura della Redazione

I giovanissimi guardano YouTube al posto della televisione per trovare video divertenti, cartoni animati, ascoltare musica e seguire i loro beniamini. 

I genitori possono accompagnare i figli alla scoperta di questa famosa piattaforma, mettendo in luce che prima di tutto uno youtuber di successo è un abile videomaker e uno storyteller con competenze precise (e spesso alle sue spalle ci sono tante altre professionalità) oltre alle “regole del gioco”, che valgono sia per gli utenti sia per i creator, e ai criteri per la scelta dei contenuti da guardare.

Come? Proponiamo due modi per entrare preparati insieme ai figli nel famoso Tubo. 

Il primo attraverso un libro-manuale divertente per bambini che racconta la piattaforma dalla sua creazione fino al suo uso da utenti e da creator; il secondo  sperimentando l’app che YouTube ha creato per i bambini, che fornisce una versione controllata dei contenuti attraverso funzioni di controllo parentale.

 

Il libro-manuale illustrato Youtuber. Manuale per aspiranti creator è ricco di curiosità e informazioni sulla celebre piattaforma, presentate in maniera coinvolgente con le belle illustrazioni di Maria Gabriella Gasparri.

Con il pretesto di raccontare come si diventa youtuber, presenta nel dettaglio cos’è il Tubo e chi sono le persone che creano i video. 

Per diventare creator bisogna infatti conoscere tutti i segreti di YouTube, dai format alle tecniche di videomaking. Pagina dopo pagina i bambini scoprono come funziona YouTube e il Web in generale, e come comportarsi in rete per vivere un’esperienza sicura oltre che divertente. Molta importanza viene data alla privacy e alla condivisione consapevole di dati, perché viene spiegato che le piattaforme gratuite “si pagano” proprio attraverso la concessione dei propri dati e che è bene riflettere su cosa si intende condividere o meno.

All’interno del libro si trovano interviste agli youtuber, quiz, test e utili tutorial per videomaker in erba, con dettagli su come impostare una sceneggiatura e organizzarsi per fare le prime riprese. Non tutti i creator sono uguali, a seconda della tipologia di contenuti che creano si chiamano in maniera diversa. Esistono, per esempio, i “gamer”, i “cardistry youtuber”, gli “animation youtuber”, i “crafter – DIY”, i “booktuber” e i “vlogger”!

Ultima ma non per importanza, si trova la “tubiquette”, la serie di regole di YouTube e le conseguenze per chi le infrange, formulata in una serie di “no” che diventano una sorta di manifesto del comportamento corretto online:

  • No all’odio
  • No alla violenza
  • No al cyberbullismo
  • No allo stalking
  • No alla violazione del copyright
  • No spam
  • No nudità
  • No contenuti pericolosi

 

L’app è realizzata da YouTube per consentire ai bambini di esplorare in autonomia e in modo semplice un ambiente controllato.

In pratica, il genitore crea uno o più profili per i propri figli, che permettono di filtrare i contenuti adatti a seconda dell’età (prescolare fino a 4 anni, più piccoli 5-7 anni, più grandi 8-12 anni). Ai genitori vengono dati strumenti e risorse per guidare bambini e bambine mentre vanno alla scoperta di nuovi contenuti. Si possono decidere, per esempio, quali contenuti rendere disponibili alla visione, impostare un timer per controllare il tempo di utilizzo, bloccare video o canali. 

Per chi vuole il pieno controllo dei contenuti senza consentire al bambino la ricerca, esiste l’opzione “solo contenuti approvati”: i bambini possono guardare solo video, canali e raccolte che sono state scelte personalmente dai genitori. Per sapere quali contenuti sono stati guardati e cosa interessa di più ai figli in quel momento, si può consultare la cronologia delle visualizzazioni.

L’interfaccia di YouTube Kids è pensata per i bambini e permette di mostrare YouTube senza farli accedere al sito ufficiale. In questo modo si possono far vedere ai propri figli tutte le possibilità del mezzo, concentrandosi sui suoi protagonisti, dai cartoni animati ai giovani youtuber: un modo diverso per avviare un discorso sui contenuti più appropriati senza limitare la sperimentazione diretta.