di Paolo Paglianti

Quando le mie figlie hanno iniziato a frequentare elementari e poi medie, si è subito sparsa la voce che il papà di Sara ed Emma era un “superesperto” di videogiochi. Così è capitato spesso che i genitori degli amici delle #figliepaglianti mi chiedessero consigli sui videogame: “Mio figlio gioca per ore”, “Sembra un automa davanti alla TV”, “Ma non si rimbambisce?”

Innanzitutto, parlare di videogame è un po’ come parlare di cinema, serie TV o romanzi. Non esistono “i videogiochi”, esistono all’interno della categoria dei videogame tantissimi titoli – solo nel 2019 ne sono usciti più di 10.000. Alcuni sono adatti ai ragazzini, altri ai bambini. Molti sono pensati per un pubblico adulto. Per molti genitori che non hanno mai videogiocato, è difficile comprendere che un “videogioco” possa essere prodotto per un pubblico maggiorenne, ma se pensate al cinema capirete subito. Nel “genere” dei film “con sparatorie” ci sono titoli – come per esempio quelli di Bud Spencer e Terence Hill – pensati per essere visti in famiglia, mentre altri – come Pulp Fiction – non vanno assolutamente bene per un pubblico under 16 (e forse under 18). Ecco quindi qualche consiglio da uno dei pochi genitori che videogioca più dei propri figli!

1) I migliori giudici dei prodotti (siano essi film, serie TV o videogame) per i vostri figli siete voi. Solo voi li conoscete così bene da sapere se a 14 anni sono pronti per un film horror “light”, o se anche a 16 è meglio evitare un certo tipo di violenza. Se vogliono un videogame, prima di comprarlo date un’occhiata su YouTube. Esistono sicuramente dozzine di video che mostrano il gioco in azione, e potrete farvi un’idea di quanto sia violento o meno. Inoltre, su ogni videogame, anche quelli digitali, per console e PC, c’è un bollino con un numero. Si tratta del PEGI, che è un rating europeo emesso per ogni videogame che esce in EU. Quel numero indica l’età minima in base a contenuti violenti, sessuali, e via dicendo. Oltre al bollino dell’età, ci saranno probabilmente anche altri bollini più piccoli che indicano se ci sono contenuti “di paura” (bollino con ragno), di violenza (un pugno) ecc. Se volete saperne di più, questo è il sito del PEGI dove inserendo un dato titolo vi viene fornita la sua classificazione.

2) Guardateli giocare. Anche se i videogame vi piacciono quanto andare dal dentista per una carie, quando i vostri figli inaugurano un nuovo videogame, state con loro per la prima oretta. Sono davvero pochi i videogiochi che cambiano “natura”, generalmente i contenuti si comprendono abbastanza velocemente. Magari scoprirete che vi piacciono!

3) Giocate con loro. Esistono tantissimi videogame che potete giocare insieme ai vostri figli. Qua trovate un mio articolo dell’anno scorso in cui elenco 10 giochi che possono essere giocati in famiglia.

4) Soprattutto se i vostri figli sono sotto i 10 anni, impostate il Parental Control su console o cellulare. Permette non solo di bloccare gli acquisti online (così da non trovare brutte sorprese sulla carta di credito) ma anche di impostare una fascia oraria giornaliera o settimanale di gioco (per esempio, da lunedì a venerdì un’ora al giorno tra le quattro e le otto, nel weekend due ore al giorno). Qua trovate qualche dritta per ogni piattaforma.

5) Stabilite con i vostri figli le “regole del gioco”. Per esempio, se giocano a titoli online come Fortnite, non possono uscire dal gioco appena glielo intimate. Le partite in Fortnite durano al massimo venti minuti, quindi potreste decidere che c’è una piccola tolleranza di 10 minuti da quando dite che è ora di andare a nanna o di fare i compiti, così non dovranno abbandonare gli amici nel momento del bisogno.

6) In caso di figli che chiedono di provare un nuovo gioco, fatevi consigliare sul gruppo Facebook NeoConnessi – Genitori, Figli e Internet. Troverete quasi di sicuro uno o più genitori che hanno già “provato” un certo videogame, e possono dirvi se va bene o meno per vostro figlio (indicate naturalmente l’età ma anche a che videogame gioca di già).