di Elisa Salamini

Quando i miei due figli erano piccoli ho sfogliato con loro moltissimi albi illustrati, con o senza parole. Successivamente ho letto ad alta voce fiabe e storie, fino ad arrivare alla lettura di interi romanzi per ragazzi, sera dopo sera, capitolo dopo capitolo. Posso dire che in quegli anni i libri sono stati per noi tre non solo il rito della buonanotte e un modo per passare il tempo insieme, ma anche un fertile terreno di scambio, comunicazione e dialogo.
Oggi che i due sono alle scuole medie, constato che la lettura è sì presente nelle loro giornate, ma lo è soprattutto come attività suggerita dalla scuola, e sia l’uno che l’altra difficilmente prendono in mano un libro al di fuori di quelli suggeriti dagli insegnanti a inizio anno. A concorrere con la lettura ci sono infatti le mille altre attività che possono svolgere davanti agli schermi nel tempo libero: si intrattengono su YouTube e Twitch con i video e le live dei loro beniamini, vivono movimentate avventure attraverso i videogiochi su console e tablet (spesso anche in compagnia degli amici), si lasciano avvolgere dal flusso ininterrotto dei microcontenuti virali su TikTok e Instagram e… potrei proseguire, ma credo conosciate anche voi la situazione. Insomma, la lettura dei ragazzi oggi ha molti concorrenti, che possono soddisfare in altri ambienti e con nuove modalità la loro voglia di narrazioni. Eppure, proprio questi concorrenti potrebbero diventare nostri alleati per far tornare nei nostri figli il desiderio di sfogliare pagine di carta.

I dati ci dicono che i lettori forti nel nostro Paese sono proprio i bambini e i ragazzi, ma anche che i consigli di librai e bibliotecari incidono sempre meno sulle loro scelte. In tempo di pandemia le librerie e le biblioteche sono meno frequentate, mentre le biblioteche scolastiche già da tempo possono contare su pochi volumi, che generano un numero esiguo di prestiti annuali.

Cosa incentiva quindi la lettura dei bambini e dei ragazzi di oggi?
Gli stimoli che portano le generazioni Zeta e Alpha a prendere un volume di carta fra le mani spesso arrivano da mondi narrativi, storie e personaggi che già incontrano e frequentano su altri supporti, come televisione, computer, tablet e telefonini, a volte console di videogioco. I percorsi possono essere i più vari: per esempio, possono partire dal primo spassoso film Diario di una schiappa, tratto dal romanzo di Jeff Kinney, per continuare a scoprire le esilaranti avventure di Greg e della sua famiglia attraverso i successivi libri della serie, che sono moltissimi e non tutti trasposti in pellicola. I film della Schiappa hanno sempre fatto da traino alle vendite dei romanzi della serie (in Italia editi da Il Castoro), che tornavano a crescere all’uscita di ogni nuova “puntata” cinematografica. Lo stesso percorso si potrebbe seguire con la storia di Stargirl: visto il film tratto dal primo romanzo di Jerry Spinelli, incuriositi da un finale sospeso si potrebbe decidere di continuare a leggere le vicende della protagonista in Per sempre Stargirl. Che dire poi del mondo di Hilda, da scoprire nella serie animata su Netflix per poi ritrovarlo nelle meravigliose graphic novel di Luke Pearson, a cui si ispira? Ci sono infine interi universi “crossmediali” da esplorare, come quello di Harry Potter: bambini e adolescenti possono arrivare alle avventure del mago di Hogwarts transitando per film, libri, videogiochi, rappresentazioni teatrali e parchi tematici, immergendosi in tanti modi diversi in una delle narrazioni per ragazzi più coinvolgenti di questo secolo.

Ma ad appassionare i giovanissimi non ci sono solo film e serie tv che nascono dai libri. Ci sono anche personaggi che, divenuti famosi attraverso i nuovi media, decidono di consacrare il loro successo pubblicando libri, spesso ricorrendo alla formula narrativa, quindi raccontando delle storie, come hanno fatto Favi-j, Daniele Doesn’t matter, Iris Ferrari, Valeria Vedovatti, Fraffrog… Non si contano più i volumi scritti dagli youtuber, a cui qualcuno malignamente attribuisce valore soprattutto come supporto per l’autografo dell’autore (!). Al momento il caso più interessante è quello di Lyon Gamer. Lo youtuber, che spopola sulle piattaforme video e piace moltissimo anche ai bambini, si trova in cima alle classifiche di vendita nazionali con i suoi libri a fumetti (Le storie del mistero, Le storie del quartiere). Intramontabili anche i Me contro Te (alias Sofì e Luì), che con le Fantafiabe intrattengono i più piccoli anche sui libri, oltre che sul loro canale Youtube.

Qualcuno sicuramente storcerà il naso di fronte a questi nomi e titoli, ma la pratica della lettura può partire anche da qui. Si legge quando si è appassionati di un argomento, di personaggi e universi fantastici, dunque perché non fare leva sull’affetto che i nostri figli provano per “influencer”, videogiochi, film e serie tv per introdurli al bellissimo mondo dei libri? Non si sa mai che poi scatti in loro anche la voglia di espandere quelle narrazioni, per tradurle in disegni, videoclip, nuove storie, innescando quindi non solo il desiderio di leggere ma anche di intraprendere nuovi percorsi creativi.