di Paolo Paglianti

È stata una scalata pazzesca, ma ne è valsa la pena: dieci minuti buoni di deserto, oasi e rovine, ma alla fine siamo arrivati in cima alla grande Piramide di Cheope. Il panorama qua è mozzafiato: si vede Alessandria d’Egitto, sotto di noi, e là in fondo le piramidi di Giza. Un salto felino e ritorniamo in un batter d’occhio al livello del mare; pochi minuti di trotto verso est e siamo a Menfi, dove possiamo ammirare come l’architettura egizia si fonde con quella ellenica e romana: una didascalia virtuale ci racconta come prima l’invasione di Alessandro e poi quella dei Cesari hanno cambiato l’apparenza della città. Non è un documentario né un film storico: è Assassin’s Creed Origins.
La saga che racconta l’eterna sfida tra Assassini e Templari non è adatta a un pubblico molto giovane – infatti è PEGI 18+, con contenuti espliciti e scene di violenza che lasciano poco spazio all’immaginazione. Tuttavia, esiste una modalità speciale che permette di far sparire il “gioco” ed esplorare la valle del Nilo come se fosse un gigantesco libro di storia virtuale. Le missioni, gli assassini, la trama vengono eliminati, e il “giocatore” può curiosare in giro, scoprendo la storia in prima persona e ammirando quella che probabilmente è la riproduzione virtuale più completa e accurata dell’Egitto dell’invasione romana e di Cleopatra. La mappa di gioco, vasta come tutto l’Egitto settentrionale, diventa un museo digitale con dozzine di “percorsi guidati”, che svelano i segreti delle piramidi o la moda nell’antico Egitto.

 

La “modalità esplorazione” di Assassin’s Creed è disponibile anche per il capitolo successivo – Odyssey. Ambientato nella Grecia antica, quella di Platone e Democrito, della lotta senza quartiere tra Sparta e Atene, e dell’ingombrante vicino Persiano. Anche in questo caso, i giocatori possono selezionare il Discovery Tour ed esplorare l’area (è davvero enorme!) senza dover combattere o risolvere enigmi. Qua sotto, trovate il video del gioco che mostra il Discovery Tour di Cnosso.

 

Inutile dire che un ragazzino/a non può che essere coinvolto molto più facilmente da un mondo tridimensionale, in cui si muove come fosse “vero” e con il joypad. Invece che nemici da abbattere, in questa modalità si trovano dei “punti di interesse” che spiegano al giocatore-visitatore cosa sta guardando, offrendo curiosità assai sfiziose. Tutto, ovviamente, nella nostra lingua.

Facciamo un salto di quasi 2000 anni fino al 1914: esiste letteralmente una montagna di videogiochi sulla Seconda Guerra Mondiale, ma quelli sulla Grande Guerra si contano sulle dita di una mano. Ve ne segnaliamo uno che è veramente interessante. Si chiama Valiant Hearts: The Great War e racconta la Prima Guerra Mondiale in modo molto personale attraverso quattro storie di altrettanti personaggi, da una parte e l’altra del fronte. Non ci sono sparatorie – è un’avventura in cui non sparerete neanche un colpo, disegnata in stile cartone animato. Tuttavia, riesce a raccontare l’assurdità della Grande Guerra, il macello e i disastri delle trincee, e l’inumanità delle macchine che seminavano distruzione. Consigliato giocarci insieme ai vostri figli, per far capire loro che nella guerra non c’è niente di bello.

 

Infine, vi segnaliamo un’intera saga di videogiochi che può “spiegare” l’evoluzione di una civiltà. Si chiama, appunto, Civilization: il giocatore è l’”imperatore” di una nazione che parte dal villaggio preistorico e arriva a conquistare lo spazio. Si sceglie quale tecnologia studiare per prima, si scopre che l’introduzione della moneta è fondamentale per il commercio, che l’invenzione del sestante permette di navigare più lontano, e via dicendo. I primi capitoli (usciti a inizio anni ’90) erano molto “militaristi”, ma i più recenti spingono il giocatore a cercare altre strade rispetto alla guerra con i vicini, come la vittoria “spaziale” (chi arriva prima in orbita) o “scientifica”. È il gioco più complesso tra quelli di cui abbiamo parlato in questo articolo, ma un ragazzino/a di 12 anni può divertirsi e scoprire un sacco di curiosità e fatti storici sulle fazioni – Romani, Assiri, Inglesi, Teutonici, Indiani d’America e d’India e tantissimi altri; sui leader storici, da Cesare a Gandhi. Sugli eserciti, sugli avanzamenti tecnologici e persino sulle “meraviglie” – edifici come la Biblioteca di Alessandria, i Giardini Pensili babilonesi, il Colosseo, le Piramidi o Stonehenge che da soli possono proiettare una civiltà, letteralmente, tra le stelle.