a cura della Redazione

Se nella “realtà” l’identità è data da tanti fattori come il carattere e l’appartenenza, oltre che dai nostri comportamenti, nel mondo virtuale, quello che viene chiamato “io digitale” include l’uso che facciamo degli strumenti tecnologici, ma anche ciò che pubblichiamo, le informazioni che inseriamo, le tracce che lasciamo quando navighiamo, quello che gli altri “dicono” di noi in Rete. Tutti i dati ci riguardano, anche i semplici “like”!

Si tratta di una rappresentazione intangibile che però ha conseguenze molto importanti sulla vita “reale”, vista anche la permanenza nel tempo di quanto resta tracciato in Rete.

Per questo è indispensabile che i bambini sviluppino comportamenti di autotutela, sia comprendendo l’importanza della cura della propria identità digitale e della sua indispensabile protezione, sia maturando la consapevolezza che la loro identità è prima di tutto riferita alla crescita equilibrata della loro persona “fisica”.

Un modo per affrontare l’argomento dell’identità in maniera semplice, a casa o a scuola, è partire dal concetto di carta di identità. Com’è fatta? Chi la rilascia? Che informazioni dà? È l’unico modo che abbiamo per presentarci? Possiamo farlo anche con un breve testo, un soprannome, l’animale, il quadro, l’oggetto preferito…

Su Internet è bene che i bambini non forniscano mai il proprio nome e cognome e altre informazioni personali contenute nella carta d’identità, ma se usano un’app di messaggistica, come WhatsApp, per scrivere a voi genitori o ad altri parenti, possono inserire come foto del profilo un avatar creato appositamente per rappresentarli, senza mostrare la loro vera immagine.

Un avatar è infatti un personaggio virtuale o la rappresentazione di una persona scelta per rappresentare se stessi, per esempio nei giochi online.

Sono sempre di più le app che permettono di trasformarsi virtualmente in cartoni animati o faccine dalle mille espressioni, ma non tutte sono adatte ai bambini perché contengono pubblicità e funzioni a pagamento, oltre che veri e propri mondi “social” in stile “Second Life”, molto in voga tra gli adolescenti ma decisamente dubbi dal punto di vista della privacy.

Ecco qui di seguito una piccola selezione di app gratuite senza pubblicità (sebbene con alcune funzioni “pro” a pagamento, ma facilmente ignorabili se navigate insieme a una persona adulta) e un sito da usare con i propri figli per avvicinarli al concetto di “identità digitale”, proprio grazie alla creazione di un semplice avatar:

BuddyPoke o FaceQ
Con queste app è possibile creare personaggi e emoji personalizzati in stile manga, da salvare sul proprio telefono e inserire come immagine profilo, o da condividere con amici e parenti.

PaperChibiLite
Molto simile alla app precedente, permette di scaricare un pdf con il tutorial per costruire su carta il personaggio appena creato. Genitori e figli possono divertirsi insieme a personalizzare l’avatar e poi costruirlo, in modo da unire un’attività progettuale e digitale a una creativa e manuale.

BuildYourWildSelf
Per usare questo sito è necessario abilitare il programma “flash”, quindi consigliamo di vederlo al computer e non da un dispositivo portatile. Si tratta di un gioco creato in collaborazione con gli zoo e gli acquari della città di New York, che con uno stile fiabesco permette di realizzare personaggi un po’ “selvaggi”, come suggerisce il titolo, inserendo parti di animali come code, orecchie e zampe, molto divertenti per i bambini.