di Roberta Franceschetti

Condividere foto dei propri bambini con amici e familiari è una delle attività più diffuse sui social media, insieme alle immagini di ciò che stiamo mangiando (da oggi, con la riapertura di molti ristoranti, prevedo un dilagare di scatti di pizze, torte e sushi) e dei posti che frequentiamo o visitiamo. È comprensibile, dato che utilizziamo Facebook e Instagram come canali attraverso i quali raccontare la nostra vita. Tuttavia, se panorami e piatti elaborati non suscitano grossi problemi di privacy, prima di pubblicare un’immagine di nostro figlio dovremmo invece riflettere.

Il diritto dei nostri figli alla privacy
Nel 2017 il Tribunale di Roma, su richiesta di un sedicenne, ha ordinato alla madre di rimuovere le immagini del figlio dal suo profilo social, pena un’ammenda di 10mila euro. Un caso limite, che tuttavia mi ha fatto pensare a come ogni foto che pubblichiamo lasci una traccia digitale che contribuisce nel tempo a definire l’identità online di una persona. Siamo sicuri che un domani nostro figlio adolescente sarà contento di vedere quell’immagine di lui bambino con quell’adorabile copricapo a forma di hamburger? E se le informazioni che pubblichiamo durante la sua infanzia dovessero in futuro esporlo a bullismo o limitassero la libertà di sviluppare la sua identità di adulto?
Il bisogno di esibire la prole risponde a un’esigenza nostra, non certo di nostro figlio, che un domani potrebbe dover fare i conti con un dossier digitale ingombrante per il proprio futuro. Esiste persino un neologismo per indicare il fenomeno di genitori che postano in maniera compulsiva la vita dei propri figli: si chiama sharenting e, secondo uno studio di Barclays, entro il 2030 sarà all’origine di ⅔ dei casi di furto d’identità.
Non è più sicuro condividere le foto con parenti e amici stretti su canali più protetti, meno esposti alla vista di persone che non conosciamo?

La pubblicità
Tutto ciò che pubblichiamo contiene dati utili per gli inserzionisti. Veniamo profilati come potenziali clienti e visualizzeremo contenuti in base alle informazioni che abbiamo condiviso in Rete. Non è una cosa in assoluto negativa. Occorre però essere consapevoli che tutto ciò che facciamo su piattaforme apparentemente gratuite lo paghiamo con i nostri dati o con quelli dei nostri figli.

La sicurezza
Quando condividi un contenuto online ne perdi il controllo. Qualcuno potrebbe facilmente copiare la foto, taggarla, salvarla o usarla in altro modo. Purtroppo, anche all’interno di circuiti pedopornografici. Nel libro “Nasci, cresci e posta” di Alberto Rossetti e Simone Cosimi, il garante italiano per la privacy sostiene che “secondo recenti ricerche, la pedopornografia in Rete, e particolarmente nel dark web, sarebbe in crescita vertiginosa: nel 2016 due milioni le immagini censite, quasi il doppio rispetto all’anno precedente”. Meglio quindi evitare di condividere scatti intimi come la classica foto del bambino che fa il bagnetto. E meglio non fornire troppi dettagli sulla vita dei nostri figli.
In sintesi, se non si vuole evitare del tutto di pubblicare immagini dei propri bambini online, è bene minimizzare i rischi con queste accortezze:

  • Usa le impostazioni di privacy: ogni social permette, per esempio, di limitare il pubblico che accede ai tuoi post (solo alla famiglia, per esempio). Puoi anche creare un gruppo chiuso su Facebook a cui invitare parenti e amici stretti, realmente interessati alla quotidianità dei tuoi figli.
  • Spegni il GPS del tuo telefono: limitando i servizi di localizzazione non fornisci informazioni sui tuoi spostamenti e quelli di tuo figlio.
  • Valuta di usare un soprannome per i tuoi figli, al posto del nome vero.
  • Non includere gli amici di tuo figlio nelle foto che pubblichi: il rispetto della privacy vale per tutti i minori. Inoltre, questo eviterà spiacevoli malintesi, dato che alcuni genitori potrebbero avere regole più rigide delle tue rispetto alla condivisione di immagini dei propri bambini.
  • Non includere informazioni di identificazione personale, come l’indirizzo di casa o la scuola di tuo figlio.
  • Nel caso di genitori separati, il consenso alla pubblicazione deve essere di entrambe le parti. In generale, è bene in questo caso concordare a monte delle regole generali rispetto alle foto dei figli sui social, che può diventare un ulteriore terreno di conflitto in situazioni di per sé difficili.