a cura della Redazione

Il 20 novembre ricorre la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Universal Children Day. Una data importante perché ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Sono passati 30 anni da allora e purtroppo nonostante vi sia un generale consenso sull’importanza dei diritti dei più piccoli ancora oggi molti bambini e adolescenti, anche nel nostro Paese, sono vittime di violenze, abusi, vivono emarginati e in condizioni di grave trascuratezza.

In un mondo in cui la rete e i nuovi media hanno un ruolo sempre più importante spesso la parte più povera di ogni società è esclusa dalle opportunità di Internet e del digitale.

Come sottolinea lo studio A Global Agenda for Children’s Rights in the Digital Age: Recommendations for Developing UNICEF’s Research Strategy, curato dalla London School of Economics per l’UNICEF i diritti digitali dei bambinisono spesso trascurati. In tanti Paesi mancano efficaci strategie di promozione dell’alfabetizzazione digitale e dell’accesso a fonti e strumenti che permettano di sfruttare appieno le potenzialità creative, di informazione e partecipazione dei nuovi media.

Nelle nazioni emergenti e in via di sviluppo infatti la diffusione delle nuove tecnologie è rapida ma asimmetrica. Le opportunità educative degli strumenti digitali sono sottoutilizzate. In tutto il mondo crescono i pericoli di fenomeni come il cyberbullismo e lo sfruttamento delle immagini dei minori anche inconsapevole.

In questo caso parlare di diritti digitali significa affrontare non solo temi legati alla sicurezza e alla protezione da ogni forma di maltrattamento, abuso e sfruttamento online, ma anche all’accesso consapevole a quelle reti e a quegli strumenti che consentono di sviluppare pienamente tutte le potenzialità dell’infanzia.

L’articolo 17 della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia dedicato al rapporto tra bambini e media è stato scritto quando ancora Internet e i social network non esistevano:

ogni bambino ha il diritto a ricevere informazioni provenienti da tutto il mondo, attraverso i media (radio, giornali, televisione) e ad essere protetto/a da materiali e informazioni dannosi”.

Oggi forse potrebbe essere aggiornato e tradotto nel diritto:

a ricevere, creare e condividere contenuti da e con tutto il mondo attraverso la rete e gli altri media e ad essere protetto dai pericoli che si annidano nel web attraverso un’adeguata educazione digitale”.

Una revisione informale che mette al centro i bambini, perché i minori hanno diritto ad essere tutelati e protetti on e offline, senza distinzione.