di Damiana Aguiari

C’è un ricordo che nella mia memoria ha il sapore autentico dell’infanzia ed è il momento serale dell’ascolto dei libri, della storia della buonanotte, letta dalla voce di mamma e papà. Prima le fiabe, i racconti, poi anche i romanzi più impegnativi, perché quel momento non si è interrotto con le letture autonome, ma l’ha affiancato per diverso tempo. La lettura e l’ascolto hanno avuto un ruolo importante nella mia vita, fino fare della radiofonia la mia professione per diversi anni. Amo i radio racconti, i podcast, gli audiolibri.

Da mamma ho da sempre cercato di trasmettere questo amore anche a mia figlia, non facendole mai mancare il momento della lettura, fin dai primi mesi di vita: la storia della buonanotte (che spesso poi diventano due, tre, quattro…) ed in altri momenti della giornata. Credo che la lettura insieme crei un legame, attraverso l’ascolto, la voce, la condivisione.

E se di mezzo c’è la tecnologia?
C’è stato in tempi recenti chi ha paventato la possibilità che la storia della buonanotte venisse letta direttamente da un assistente vocale. Io non credo che sia possibile sostituire davvero un genitore con un robot in quel momento così delicato che è l’abbandono al sonno. Mia figlia non me lo permetterebbe mai!

Eppure, sono convinta che la tecnologia possa essere un valido alleato anche nella lettura delle storie.

Come? Creando un audiolibro insieme.
L’uso creativo della voce ha una grande potenzialità educativa. Imparare ad ascoltare la propria voce significa imparare a conoscere una parte di sé che spesso ignoriamo.
I messaggi vocali sullo Smartphone sono ormai usuali, ma molte volte ho sentito commenti increduli di persone che hanno ascoltato per la prima volta la propria voce registrata: “È davvero la mia voce quella?”.

Con i bambini più piccoli il gioco può essere semplicemente quello di registrare la lettura di un libro insieme. Mia figlia, per esempio, interviene spesso durante la lettura dei libri che conosce, anticipando i dialoghi, concludendo le frasi; accendere la registrazione vocale dello Smartphone mentre leggiamo “insieme” ci permette poi di avere dei file mp3 con le nostre voci da caricare sul suo lettore mp3. Per registrare io uso da anni “RecForge II pro” per Android, un’applicazione che mi consente anche di fare tagli veloci del file e impostare la qualità, ma molti Smartphone hanno una app integrata per la registrazione vocale. Per l’ascolto usiamo l’Ocarina, un lettore mp3 pensato per la prima infanzia, indistruttibile.

Da qualche tempo a casa abbiamo introdotto un nuovo gioco da fare con le voci, la app VoiceTooner.
Consente di registrare e poi riascoltare la propria voce modificata, scegliendo un personaggio: il criceto dalla voce acuta, il coniglio che parla veloce, la voce robotica, la voce aliena, la voce al contrario e tante altre. È divertente, aiuta a superare la timidezza e permette di giocare con l’espressività della voce.

Per i bambini più grandi è possibile arricchire la lettura con effetti sonori e musica.
Gli effetti sonori li potete trovare facilmente su YouTube oppure sui siti di effetti sonori come 99sounds. In alternativa, richiede tempo ma è ancora più divertente, è possibile riprodurli appositamente o andarli a registrare per la città o nella natura: il rumore del traffico, un uccellino al parco, un oggetto che cade a terra, la porta che cigola. È un utile esercizio per imparare ad ascoltare insieme il mondo che ci circonda.

Per la musica provate a dare un’occhiata a cosa vi propone Jamendo.

Nella fase del montaggio le cose si complicano un po’ ed io preferisco usare il PC: Audacity è un utile programma gratuito multitraccia e abbastanza semplice da imparare a utilizzare. Per chi si muove nel mondo Apple una valida alternativa è Garageband.

In tutti questi passaggi è necessaria un’avvertenza: se volete rendere pubblici i vostri racconti ricordatevi del diritto di autore: dei testi, della musica e persino degli effetti. Se usate materiale con licenza Creative Commons andate a controllare il suo significato e spiegatelo ai ragazzi: le opere rilasciate in CC non sono lì in attesa di essere “arraffate” e, come minimo, sarà necessario ricordare il nome dell’autore nella vostra opera finale.

Quando il vostro audiolibro sarà pronto non vi resta che aprire bene le orecchie e lasciarvi cullare dalle parole. Buon ascolto!