di Maria Cecilia Averame

Ecco qua che ci siamo di nuovo: dopo dieci mesi di pandemia in cui abbiamo scoperto e utilizzato ogni trucchetto per restare in contatto con amici e parenti sia pur virtualmente, per giocare in compagnia ognuno da casa propria, viaggiare da casa e visitare mostre virtuali ci aspettano altri quindici giorni di vacanze scolastiche nel nostro “nucleo familiare ristretto”, dovendo inventarne una al giorno per intrattenere i nostri pargoli.

La stanchezza è comprensibile, ma è necessario ancora uno sforzo. Ecco qualche idea per chi voglia provare a vivere qualche avventura degna di essere ricordata, durante una passeggiata nei dintorni di casa e nel rispetto delle regole del Dpcm.

Il Geocaching, o una caccia al tesoro fra rete e quartiere
Il Geocaching è una sorta di caccia al tesoro in cui – tramite coordinate GPS indicate in un’apposita piattaforma – è possibile cercare particolari contenitori detti cache, o “geocache”, lasciati semi-nascosti ma sempre accessibili, sfruttando mattoni spostati, aiuole, pietre, etc.

Nella geocache è contenuto un apposito “logbook” dove si può lasciare traccia del proprio passaggio, e indicarlo infine anche online sulla piattaforma. Nei contenitori è anche possibile lasciare piccoli oggetti, fotografie o altro. Una delle cose più interessanti nell’aprirle è scoprire la provenienza e la storia dei visitatori precedenti, per poi aggiungere una propria, piccola traccia. Unica regola: guarda cosa hanno lasciato gli altri, aggiungi a tua volta, non portare via mai nulla.

Per giocare basta registrarsi su una piattaforma di geocaching italiana o internazionale, o scaricarsi una app sul cellulare, disponibile per Android o iOS, indicare la propria posizione e cominciare a esplorare, partendo dal proprio quartiere o città.

Caccia al tesoro? La faccio io, grazie
Genitori (o figli) più tecnologici che volessero creare una caccia al tesoro personalizzata, realizzando anche una tappa finale e conclusiva, hanno la possibilità di utilizzare il web per fornire indizi sui luoghi fisici dove i “cacciatori” troveranno le nuove tracce. Che ne dite, ad esempio, di iniziare lasciando un messaggio in codice, magari scritto in alfabeto morse, contenente solo le coordinate del punto dove è presente l’indizio successivo, utilizzando Google Maps per identificarle.

Per l’indizio successivo potete invece utilizzare l’applicazione What3Words, che consente di identificare un posto ben preciso localizzato su una mappa, fornendovi tre parole. Lasciate le tre parole scritte su un biglietto (o nascondetele in una filastrocca), accompagnandolo dall’acronimo W3W: quando verrà loro in mente di cercare parole e lettere su un motore di ricerca cominceranno ad avvicinarsi alla soluzione.

Se poi volete sfruttare l’occasione della caccia al tesoro per impartire ai vostri figli una piccola lezione di storia romana (ma anche di internet), potete introdurli alla crittografia lasciando loro un messaggio attraverso il ‘Cifrario di Cesare’, secondo alcuni storici il primo a usare la crittografia per rendere i propri ordini non comprensibili ai nemici. Il gioco è molto semplice, perché ogni carattere del messaggio deve essere “spostato” di tre posizioni rispetto a quella originaria. Facile da fare a mente, ma è possibile anche farsi aiutare da diversi siti online, come https://www.codingcreativo.it/cifrario-di-cesare-online/. Questo sistema dell’antica Roma è stato riscoperto su internet per “mascherare” i propri messaggi. Già negli anni Ottanta e Novanta su Usenet era facile trovare messaggi apparentemente incomprensibili, ma che usavano il cosiddetto ROT-13, uno spostamento dei caratteri di 13 posizioni. Anche in questo caso ci sono siti online che ci possono aiutare per creare (o decifrare) questi messaggi segreti, come rot13.com.

La mappatura del verde
Anche se l’inverno non è stagione di fioriture, se avete dei figli appassionati di natura, potreste dedicare una giornata a “catalogare” gli spazi verdi del vostro quartiere, utilizzando applicazioni come Plantsnap per identificare le diverse tipologie di piante e fiori presenti. Una volta identificate, potete realizzare una mappatura personalizzata attraverso MyMaps di Googlemaps, condividerla con gli amici o arricchirla nel corso delle stagioni. Se volete prendere spunto, in questo articolo è presentata una mappatura (in questo caso molto professionale) realizzata dall’Università di Bologna lo scorso anno.

Il mio quartiere, fra reale e virtuale
Naturalmente, questo secondo suggerimento permette di “mappare” qualsiasi cosa. Sfruttando le funzionalità di GoogleMaps si possono identificare i punti importanti del quartiere, a seconda degli interessi: dai luoghi di cultura, ai parchi, alle migliori gelaterie… E in un giorno di maltempo, in cui di uscire di casa proprio non se ne parla, è possibile provare a riprodurre il quartiere online, ad esempio tramite Minecraft usando i biomi e aggiungendoci un po’ di fantasia!